Induzione Fasciale

Franco Lodato

Le tecniche fasciali risalgono al fondatore della Medicina Osteopatica, Andrew Taylor Still, successivamente perfezionate e sviluppate da altri osteopati fino agli anni 80. L’induzione fasciale si basa sul rilascio miofasciale e capsulare integrato. Si tratta di una sorta di stretching passivo altamente interattiva che richiede un feedback costante dal corpo del massaggiato per determinare la forza e la durata dell’allungamento e per facilitare il massimo rilassamento dei tessuti tesi o contratti. Per queste caratteristiche è da considerarsi una tecnica non invasiva, prevalentemente adatta a trattare problematiche muscolari e articolari croniche e acute. I soggetti particolarmente rigidi e tesi, intimoriti dalle tecniche manipolative articolari (thrust) o miofasciali profonde, con una bassa soglia di sopportazione del dolore, sono i principali utilizzatori di questa metodica. La tecnica può essere potenziata dal movimento attivo del ricevente, quindi si tratta di una trattamento interattivo.